Basta inverno

Ma non ci lascia mai quest’inverno lungo lungo! È bello alzarsi e finalmente vedere la luce e il sole, ma questo freddo e insopportabile. Non sono l’unica che non ce lo faccio più, gli insegnanti, gli allievo, tutti sono stanchi, di brutto umore e pronti a guerra…

Quest’inverno è stato particolarmente difficile al lavoro con nuovi cambiamenti d’organizzazione, con colleghi malati, un capo chiamiamolo difficile, e studi pesanti. So che sono privilegiata, ma avvolte, quando lavoro 50, 60 ore a settimana, i bambini sono malati, il mondo pazzo, non mi sento tanto privilegiata.

C’è tanta voglia si scrivere, ma non so più di che cosa… I pensieri sono tanti ma e difficile metterne inscritto. Cerco modi per cambiare la mia situazione, altre possibilitá ma non so dove girarmi.

Può essere l’etá ma mi sembra che il mondo non sia più quello di una volta. In pochi anni è cambiato molto; dapperttutto brutte cose, guerre, crisi, razzismo, violenza, stupiditá. L’Italia che ancora una volta vota Berlusconi o ancora peggio vende i propre diritti per degli spiccioli o una piena alla pompa di benzina, gli svedesi che votano partiti razzisti ecc. Ma non cambiamo mai? Reagiamo sempre con intolleranza quando abbiamo problemi, vogliamo sempre qualcuno che ”vale meno” di noi? A che porta?

In mezzo a tutto questo faccio Un lavoro che non mi sembra porti a niente… Come posso preparare i ragazzi per il mondo vero, quello fuori le mura della scuola? Parlandogli di democazia, di antirazzismo, l’ambiente, quando non mi sembra siano importanti per il mondo?

Non sono soddisfatta con il lavoro che faccio, non basta, i ragazzi hanno bisogno di più, io volglio di più. Mentre aspetto l’opportunitá di fare più cerco di leggere, studiare, discutere, ascoltare per prepararmi, ma più imparo, più studio, più mi deludo…

Per chi sa leggere lo svedesi e interessa il dibattito sul razzismo propongo questi due libri:
”Främling vad döljer du för mig” scritto da Marcus Priftis
”På jakt efter svenskheten” Qaisar Mahmood.

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Ieri

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Oggi

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Ciao Italia

Lunedi vado a Roma con la figlia di sette anni. Il buoio e il cielo grigio qui mi stanno uccidendo. Meno male che non e impossibile prendere un paio di giorni di vacanza come vice preside, come era quando lavoravo come insegnante. E meno male che ho un capo che capisce…

Il bello e che sono stata tante volte a Roma e non sento un grande bisogno fare la turista, invece posso andare dovunque vuole la piccola. Qualche suggerimento? E dove si mangia bene a Roma????? Il tempo com’e? Maniche corte o piumino?

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Sabato grigio

È stato uno di quei giorni grigi d’autunno… Uno di quei giorni che mi fanno sognare l’Italia (o per essere sincera qualsiasi posto con un po’ di sole). Cerco di tirarmi su con alcune foto scattate due settimane fa a Hagaparken.

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Questo parco è stato costruito per il Re Gustav III, verso 1780. È grande quasi 150 ettari e anche se abbiamo passato tutto il pomeriggio lì non siamo riusciti a vedere tutto il parco, come vedete sulla mappa sotto con la nostra passeggiata in rosso.

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 Qui c’è il castello, Haga slott, dove abita la pricipessa Victoria con famiglia.

Sulla prima e terza foto c’è Stora pelousen, il prato più grande del parco. Sulla seconda foto c’è Ekotemplet che il Re Gustav III usava come sala da pranzo all’aperto durante l’estate. L’edificio blu sull’ultima foto, Koppartältet, è stato costruito come alloggio per i militari che facevano la guardia del castello.

Dietro Koppartältet c’è Fjärilshuset, ”La casa delle farfalle”, dove non ci sono solamente farfalle, ma diversi tipi di ragni, tartarughe, pesci ed uccelli che vivono in un ambiente tropicale. La piccola, che in realtà non è tanto piccola più, si è divertita assai.

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Non è la mia… ma non potevo resistere…

Non è la mia... ma non potevo resistere...

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Più passa il tempo…

… meno so cosa scrivere…

I giorni passano senza neanche il tempo di prendere il fiato, tra lavoro e casa ed altre attività. Ma succede che riesco a fare qualcos’altro:

Un’oretta con un libro nel sole.

Due minuti per ammirare le rose dalla finestra.

Dieci chilometri di jogging a Tjejmilen nella pioggia.

Un bel gelato fatto a casa con i lamponi raccolti nel bosco dietro la casa.

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In montagna

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Sette mesi dopo

Vi ricordate questo posto? Ho scattato le foto a natale, verso mezzogiorno, in uno dei giorni più freddi, facevano almeno 25 gradi sotto zero e tirava vento. Mi ricordo che ho dovuto fare quelle foto tanto in fretta perché non riuscivo a scattarle senza togliermi i guanti e già dopo qualche secondo le dita erano già indirizzite dal freddo.

Ecco lo stesso posto sette mesi dopo, qualche giorno fa, verso mezzanotte. Anche questa volta ho scattato le foto tutto in fretta perché era alla fine di un giorno lungo, dopo sette ore di montagna e cinque di macchina.

 

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Comprare casa

Nonostante il fatto che il lavoro prende sempre più del nostro poco tempo a disposizione, e nonostante tutti i bambini e il nipote che hanno bisogno del nostro tempo e delle nostre coccole abbiamo messo in moto qualche progetto nuovo. Uno è stato di rinnovare un po’ la casa, il che ci ha tenuti occupati da pasqua fino adesso.

Un’altro progetto è di comprare una casa nuova, o meglio, trovare una casa nuova da comprare (e poi vendere quella vecchia). La vogliamo un po’ più grande, un po’ più lontana dal centro e con un giardino più grande. Penso che il giardino sia il bisogno più sentito da tutta la famiglia.

Non è tanto difficile trovare case in vedita – ci sono dei ottimi siti dove puoi cercare casa, con tutti i dati importati, foto e informazioni su quando puoi vedere la casa ecc – ma non è facile trovare quella casa che veramente desideri!

Qualche settimana fa finalmente avevo trovato la casa dei miei sogni, e dopo aver visto la casa due volte, letto tutti i documenti possibili sulla qualità di questo e quello, il protocollo dell’ispezione della casa, i piani che ha il comune per la zona ecc avevamo deciso di fare un’offerta.

Non mi ricordo come si fa in Italia, ma qui chiami l’agente immobiliare ( perché c’è in pratica sempre un agente immobiliare in mezzo) e gli (o le) dici la somma che sei disposto a pagare (oppure, logicamente, una somma 30000 – 40000 euro più bassa di quella che sarai disposta a pagare alla fine). Poi l’agente immobiliare ti manda un sms come conferma, dopo di che chiama tutte le altre persone che hanno mostrato interesse per la casa. Chi è ancora interessata alza un po’ la somma e per qualche giorno si fa il girotondo di telefonate e sms. Alla fine è sempre chi vende che decide a chi vendere, il che vuol dire che non è sicuro che ti vende la casa anche se sei quello disposto a pagare la somma più alta.

Ecco quello che è successo a noi. Abbiamo offerto più dell’altra coppia interessata, ma il proprietario ha scelto di vendere a loro. Che delusione!

Normalmente il proprietario vuole che si firma il contratto quasi subito, il giorno dopo o al massimo vuole aspettare due tre giorni. Non è tanto strano perché spesso ha già comprato un’altra casa e ha bisogno dei soldi della vecchia casa per poter pagare quella nuova. In Svezia è molto raro comprare una casa o un appartamento senza prendere quasi tutta la somma come un prestito dalla banca, ma per poter fare tutto così in fretta, c’è bisogno di un documento dalla banca che dice che è pronta a darti un prestito di una certa somma, così chi vende sa che non ci saranno problemi con la banca che possono impedire la vendita.

Allora, quel documento ce l’avevamo, ma (visto la situazione della gente in per esempio la Grecia o la Spagna) da poco c’è una legge nuova che impedisce la gente di prendere più dell’85 percento del prezzo della casa come prestito. Visto che abbiamo una casa da vendere per poter pagare quei 15 percento, dobbiamo avere una clausola nel contratto che dice che possiamo cancellarla se non riusciamo a vendere la propria casa prima della data in cui sarà valido il contratto (normalmente 2-3 mesi dopo che è stato firmato). Ecco la ragione per cui il proprietario ha scelto di non vendere a noi ma agli altri, che non avevano bisogno di una clausola così, visto che avevano già venduto la proprio casa.

È stata una delusione, ma prima o poi troveremo qualcosa…

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